Convertito Dl 18/2020 ("Cura Italia"), estesa validità autorizzazioni ambientali in scadenza
Rifiuti (Normativa in Cantiere)


Le autorizzazioni ambientali in scadenza prolungano maggiormente la loro validità, come previsto dal Ddl di conversione del Dl 18/2020 approvato in via definitiva dal Parlamento il 24/4/2020.
Il provvedimento, che deve ancora essere pubblicato in Gazzetta ufficiale, modifica l'articolo 103 del Dl 18/2020 prevedendo che tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, compresi i termini di inizio e di ultimazione dei lavori edilizi ex Dpr 380/2001 che scadono tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i 90 giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza. La disposizione si applica anche alle segnalazioni certificate di inizio attività (Scia), alle segnalazioni certificate di agibilità, nonché alle autorizzazioni paesaggistiche e alle autorizzazioni ambientali comunque denominate.
Confermata inoltre la norma che impone di non computare i termini il 23 febbraio 2020 e il 15 aprile 2020 (ora 15 maggio 2020 ex Dl 23/2020) per calcolare la formazione della volontà conclusiva dell'Amministrazione nelle forme del silenzio significativo (cioè il silenzio-assenso o il silenzio-rifiuto) previste dall'ordinamento. Analogamente il periodo tra il 23 febbraio e il 15 maggio 2020 non si computa per il calcolo dei termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d'ufficio, che siano pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati dopo il 23 febbraio 2020.
Misure connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19 - Stralcio - Proroga di termini in materia di gestione dei rifiuti - Sicurezza sul lavoro - Sospensione termini amministrativi e fiscali - Proroga Mud (cd. "Dl Cura Italia")
© Copyright riservato - riproduzione vietata - ReteAmbiente Srl, Milano - La pirateria editoriale è reato ai sensi della legge 633/1941