Aia, anche variazione materie prime usate in impianto è modifica da comunicare
Ippc/Aia (Giurisprudenza)


Anche la variazione delle materie prime utilizzate nel processo produttivo può costituire "modifica" che va comunicata ai fini dell'eventuale aggiornamento dell'autorizzazione integrata ambientale (Aia).
Così si è espresso il Tribunale di Giustizia amministrativa di Trento nella sentenza 10 novembre 2017, n. 300 nella vicenda riguardante una società di fabbricazione della carta titolare di Aia poiché in seguito a un'ispezione era stato accertato l'utilizzo di materie prime non dichiarate, configurante dunque una "modifica non sostanziale" dell'impianto che andava comunicata ai sensi dell'articolo 29-nonies, comma 1, del Dlgs 152/2006. L'inadempimento della comunicazione ha fatto scattare il procedimento di diffida.
Secondo i Giudici non v'è dubbio che anche la variazione delle materie prime indicate nella domanda di autorizzazione ben potrebbe configurarsi come una "modifica" nel funzionamento dell'impianto, idonea a produrre "effetti sull'ambiente" che la società doveva comunicare all'Autorità competente ai fini dell'eventuale aggiornamento dell'Aia. Peraltro, come precisato nel provvedimento autorizzatorio, la comunicazione andava fatta solo con riguardo alle materie prime che comportino una variazione delle caratteristiche qualitative delle emissioni in atmosfera, circostanza non sufficientemente motivata dall'Autorità competente, con conseguente annullamento della diffida.
Autorizzazione integrata ambientale - Modifica dell'impianto - Configurabilità - Cambio delle materie prime utilizzate nell'impianto - Sussistenza - Obbligo di comunicazione - Articolo 29-nonies, comma 1 del Dlgs 152/2006 - Condizioni - Limiti - Avvio del provvedimento di diffida ex articolo 29-decies, Dlgs 152/2006 - Legittimità - Congrua motivazione - Necessità
Norme in materia ambientale - Stralcio - Parte II - Procedure per Via, Vas ed Ippc/Aia
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