Responsabilità "231" società, rinvio a giudizio interrompe prescrizione
Responsabilità 231 (Giurisprudenza)

La richiesta di rinvio a giudizio formulata nei confronti della persona giuridica ex Dlgs 231/2001 per responsabilità da reato dei dipendenti interrompe la prescrizione delle sanzioni.
Così la Corte di Cassazione nella sentenza 4 settembre 2018, n. 41012, decidendo sul decorso della prescrizione delle sanzioni amministrative a carico della persona giuridica per il reato-presupposto commesso dagli amministratori di una società abruzzese accusati di truffa per ottenere finanziamenti pubblici. La Cassazione ha dichiarato di aderire all'orientamento secondo il quale la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell'Ente, in quanto atto di contestazione dell'illecito, interrompe la prescrizione e ne sospende il decorso dei termini fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio, ai sensi degli articoli 59 e 22 commi 2 e 4, del Dlgs 231/2001.
Altro principio enunciato dalla Cassazione è che in tema di interruzione della prescrizione del reato, va riconosciuta anche agli atti processualmente nulli la capacità di conseguire lo scopo. Gli atti interruttivi della prescrizione, infatti, hanno valore oggettivo, in quanto denotano la persistenza nello Stato dell'interesse punitivo.
Responsabilità amministrativa della persona giuridica - Dlgs 231/2001 - Sanzioni amministrative a carico dell'Ente - Prescrizione - Articolo 59 e articolo 22, commi 2 e 4, Dlgs 231/2001 - Atto interruttivo della prescrizione - Richiesta di rinvio a giudizio - Efficacia - Sussistenza - Atti processualmente nulli - Efficacia ai fini interruttivi della prescrizione - Sussistenza
Responsabilità amministrativa Organizzazioni collettive - Stralcio (Disciplina generale - Reati ambientali - Violazione norme sicurezza sul lavoro - Altri reati "presupposto" afferenti)
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